I giochi di quando ero bambino
Il gioco di quando ero bambino per eccellenza era nascondino che
poteva essere chiamato indistintamente in due modi:
'O SURCI (letteralmente Al Topo) forse per l'abilità che ha questo
piccolo animale a nascondersi in qualsiasi pertugio
'MMUCCIA LUCERTOLA (let. Nascondi lucertola) forse per lo stesso motivo di prima
tutti conoscono le regole di questo gioco internazionale, però chi è
alla conta viene detto che APPUZZA (termine che viene usato per
qualsiasi gioco dove c'è uno contro tutti, o anche quando uno beve
direttamente dalla bottiglia si dice che ci si appuzza), quando uno
arrivava alla tana di corsa diceva a gran voce AMME' (a me) o
LIBBERATTUTTI a seconda dei casi, ecc.
altri giochi potevano essere
'O SCINNI E ACCRAVACCA (scendi e rimonta) due squadre, una in posizone
prona, l'altra doveva montare sulla schiena della squadra avversaria,
e la squadra prona doveva resistere finché tutti i membri della
squadra avversaria fossero saliti tutti
'E QUATTRU CANTUNERE (ai quattro cantoni) intanto bisogna avere la
struttura urbanistica favorevole, si gioca in 5, una Appuzza e sta in
mezzo all'incrocio, gli altri 4 stanno ognuno ad un angolo
dell'incrocio, chi sta agli angoli deve scambiarsi continuamente di
posto e chi sta in mezzo deve approfittare dei posti momentaneamente
vacanti per arrivare per primo e prendere il posto di chi nel
frattempo si era allontanato, chi rimane fuori a sua volta appuzza
a due a due si poteva giocare a
TESTA O LITTRA (letteralmente testa o lettera) era il classico testa o croce
PARU O SPARU: pari o dispari
MANU CINISI: mano cinese
'E CARTUZZI o 'E STECCHINA: a seconda delle stagioni perché in autunno
si giocava facendo le sfide con le figurine Panini che avanzavano
dall'album, ci si metteva sul gradino di una portoncino di ingresso,
con la mano a cucchiaio si davano dei colpettini sul marmo che
facevano balzellare la figurina, vinceva la figurina dell'avversario
chi riusciva a far montare la sua su quella dell'altro, le figurine
speciali valevano mi pare per tre di quelle normali, in primavera e in
estate invece si giocava alla stessa cosa però con gli stecchini dei
ghiaccioli, una volta mangiato il ghiacciolo, lo stecchino non si
buttava e si teneva per questo gioco, quello del Magnum valeva di più
poi c'erano giochi importati come "il lupo mangia frutta", "la strega
comanda colori", "la palla avvelenata", "le belle statuine" che sono
un po' più infantili, ecc poi ce ne erano altri come "la balena senza
culo", "stop" di dubbia origine
concludo dicendo che si giocava perennemente in strada visto che
parole come traffico e troppe macchine non erano ancora conosciute, e
mi rammarico vedendo che molti bambini di oggi sono rincoglioniti dai
videogame e non sanno cosa significhi giocare per strada, fare i giri
in bicicletta scoprendo continuamente posti nuovi, ecc.
Buone vacanze a tutti
Gianluca
P.S:
Non potevo non concludere con un gioco con il quale non ho mai giocato
ma che le persone un po' più anziane mi hanno raccontato:
SPACCA TUPPIETTU: U TUPPIETTU è la trottola di legno siciliana, si
giocava tirando la trottola su quella degli altri e si doveva
letteralmente spaccare in due, visto che la trottola ha un'anima e una
punta di ferro
Cos'è?
Un blog ricco di appunti per condividere esperienze, problemi, soluzioni, immagini e in generale tutto ciò che mi colpisce.
Enrico Sabatelli
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martedì 5 agosto 2008
martedì 24 giugno 2008
Sicilian Language - Lesson No. 3
Quant'è?
Esprimere adeguatamente la quantità desiderata, posseduta o contenuta
è molto importante. Alcune unità di misura si riferiscono a più cose,
altre sono specifiche.
Intanto si parte da:
TANTICCIA: un po'
TANTICCEDDA: un pochino
NA LICCATA: letteralmente un leccata, si usa per esempio per indicare
un sottile strato di colla su un supporto
NA LACRIMA: letteralmente una lacrima, si può usare per usare per
indicare un goccio d'olio sull'insalata
PICCA: poco
PICCA PICCA: poco poco
ASSAI: troppo, tanto, molto a seconda dei casi
'M PIEZZU: un pezzo
'M PIZZUDDU: un pezzettino
NA CARPATA: un gruppetto o un drappello, riferito a persone
NA CATERVA: tantissimo
'M PUZZULUNI: letteralmente un pizzicotto, si usa per esempio per
piccole quantità di farina da prendere con le tre dita quasi a
simulare un pizzicotto
'M PUZZULUNIEDDU: un pizzicottino
'M PUGNU: un pugno, una manciata
'N SICCIU: un secchio
NA QUARTARA: la quartara era un vaso adatto al trasporto di liquidi,
adesso il termine esprime donna sovrappeso
NA LAPA: il massimo che può contenere il cassone di un'Ape Piaggio
'N CAMIU: il massimo che può contenere il cassone di un Camion,
e via via a salire o a scendere con i tutti i mezzi di trasporto
Infine parlando di cose più serie, ci sono unità di misura ancora
utilizzate nel campo agricolo (per lo più dalle persone anziane),
visto che prima c'era in vigore il Sistema Metrico Siculo in vigore
fino all'Unificazione del Regno
TUMMINU: in alcune zone del meridione viene conosciuto come Tumulu,
esprimeva la superficie media sulla quale si poteva coltivare un
tomolo di grano (che variava quest'ultimo da 14 a 21,5 Kg a seconda
dei comuni), a quanto pare è stato normalizzato a seconda delle zona,
per esempio nella mia zona di origine equivale a 1747 mq
SARMA: equivalente a 16 tummina, dovrebbe corrispondere all'area
racchiusa in un quadrato di 64 canne
Ricapitolando queste ultime due unità di misura dipendevano dal tipo
di semina o frutto (se con guscio o senza), dal tipo di terreno a
seconda della pendenza e della fertilità, e dal comune che cercava di
normalizzare la questione.
Meno male che siamo passati al Sistema Metrico Decimale.
Ringrazio mio padre Ron Nané (signor Emanuele) che un giorno mi ha
spiegato la differenza tra tumminu e sarma.
Ciao e alla prossima
Gianluca
P.S. Un giorno vi spiegherò i nomi e gli appellativi
Esprimere adeguatamente la quantità desiderata, posseduta o contenuta
è molto importante. Alcune unità di misura si riferiscono a più cose,
altre sono specifiche.
Intanto si parte da:
TANTICCIA: un po'
TANTICCEDDA: un pochino
NA LICCATA: letteralmente un leccata, si usa per esempio per indicare
un sottile strato di colla su un supporto
NA LACRIMA: letteralmente una lacrima, si può usare per usare per
indicare un goccio d'olio sull'insalata
PICCA: poco
PICCA PICCA: poco poco
ASSAI: troppo, tanto, molto a seconda dei casi
'M PIEZZU: un pezzo
'M PIZZUDDU: un pezzettino
NA CARPATA: un gruppetto o un drappello, riferito a persone
NA CATERVA: tantissimo
'M PUZZULUNI: letteralmente un pizzicotto, si usa per esempio per
piccole quantità di farina da prendere con le tre dita quasi a
simulare un pizzicotto
'M PUZZULUNIEDDU: un pizzicottino
'M PUGNU: un pugno, una manciata
'N SICCIU: un secchio
NA QUARTARA: la quartara era un vaso adatto al trasporto di liquidi,
adesso il termine esprime donna sovrappeso
NA LAPA: il massimo che può contenere il cassone di un'Ape Piaggio
'N CAMIU: il massimo che può contenere il cassone di un Camion,
e via via a salire o a scendere con i tutti i mezzi di trasporto
Infine parlando di cose più serie, ci sono unità di misura ancora
utilizzate nel campo agricolo (per lo più dalle persone anziane),
visto che prima c'era in vigore il Sistema Metrico Siculo in vigore
fino all'Unificazione del Regno
TUMMINU: in alcune zone del meridione viene conosciuto come Tumulu,
esprimeva la superficie media sulla quale si poteva coltivare un
tomolo di grano (che variava quest'ultimo da 14 a 21,5 Kg a seconda
dei comuni), a quanto pare è stato normalizzato a seconda delle zona,
per esempio nella mia zona di origine equivale a 1747 mq
SARMA: equivalente a 16 tummina, dovrebbe corrispondere all'area
racchiusa in un quadrato di 64 canne
Ricapitolando queste ultime due unità di misura dipendevano dal tipo
di semina o frutto (se con guscio o senza), dal tipo di terreno a
seconda della pendenza e della fertilità, e dal comune che cercava di
normalizzare la questione.
Meno male che siamo passati al Sistema Metrico Decimale.
Ringrazio mio padre Ron Nané (signor Emanuele) che un giorno mi ha
spiegato la differenza tra tumminu e sarma.
Ciao e alla prossima
Gianluca
P.S. Un giorno vi spiegherò i nomi e gli appellativi
martedì 10 giugno 2008
Sicilian Language - Lesson No. 2
Babbu o Sperto?
Tutti possono essere catalogati in una di queste due grandi categorie di persone, perciò "o si babbu o si sperto", come se ci fosse una profonda linea di demarcazione fra due modi di essere.
Naturalmente tutti pensano e sono convinti di "essere sperti", e nello stesso tempo che tutti gli altri, nessuno escluso, "su babbi".
Se uno è sveglio, furbo, intelligente, che non si fa fregare quotidianamente dal cosiddetto mariuolo, che non si fa fare il cosiddetto pacco, ma ciò non vuol dire che frega e vive truffando altri ... allora puoi essere uno SPERTO (detto anche spertu) La parola deriva
sicuramente da Esperto.
Se al contrario sei ingenuo, un po' sempliciotto, che ti fai continuamente bidonare, fesso, ecc. ... allora sei BABBU.
Questa parola, essendo anche un'offesa presenta mille varianti a seconda dell'intensità della BABBITUDINE (essere babbu) alcune parole hanno la stessa radice: BABBASUNAZZU, BABBULIDDU (stupidino) che è anche affettuoso, oppure i sinonimi possono essere: ARUCI
(letteralmente "dolce" significa ingenuo nel senso di offesa), e detto ad un uomo non è un complimento, ARUCI MELE (dolce come il miele) ancora più pesante, peggio ancora BOCC'E MELI (barattolo di miele) proprio ad indicare l'enorme grado di essere fesso, si arriva anche a
sentir dire SANAPUNI (tipica bietola che accompagna la salsiccia), MINCHIUNI (minchione), PARPAGGHIUNI (non si traduce, forse è un insetto), CUGGHIUNI (coglione), poi c'è anche PURPITTUNI (una sorta di polpetta grande) nel caso in cui sei anche sovrappeso, MACCARRUNI (letteralmente il formato di pasta maccherone) ecc.
Precisazioni riguardo alla scorsa lezione:
Una mia cara amica (Letizia) mi ha fatto ricordare che per piricuddu si può
indicare anche il picciolo della mela o della pera, sempre ad indicare
qualcosa di piccolo che spunta da qualcos'altro.
Ringraziamenti:
Ringrazio un mio amico (Michele) di Scafati (SA) che ha ispirato questa rubrica,
visto che lui ne ha una sul suo di dialetto sul proprio blog:
http://pops1979.spaces.live.com/default.aspx
da dove si traggono delle perle del tipo "gallo 'ncopp a munnezza" (prepotente tra i deboli)
Saluti
Gianluca
Tutti possono essere catalogati in una di queste due grandi categorie di persone, perciò "o si babbu o si sperto", come se ci fosse una profonda linea di demarcazione fra due modi di essere.
Naturalmente tutti pensano e sono convinti di "essere sperti", e nello stesso tempo che tutti gli altri, nessuno escluso, "su babbi".
Se uno è sveglio, furbo, intelligente, che non si fa fregare quotidianamente dal cosiddetto mariuolo, che non si fa fare il cosiddetto pacco, ma ciò non vuol dire che frega e vive truffando altri ... allora puoi essere uno SPERTO (detto anche spertu) La parola deriva
sicuramente da Esperto.
Se al contrario sei ingenuo, un po' sempliciotto, che ti fai continuamente bidonare, fesso, ecc. ... allora sei BABBU.
Questa parola, essendo anche un'offesa presenta mille varianti a seconda dell'intensità della BABBITUDINE (essere babbu) alcune parole hanno la stessa radice: BABBASUNAZZU, BABBULIDDU (stupidino) che è anche affettuoso, oppure i sinonimi possono essere: ARUCI
(letteralmente "dolce" significa ingenuo nel senso di offesa), e detto ad un uomo non è un complimento, ARUCI MELE (dolce come il miele) ancora più pesante, peggio ancora BOCC'E MELI (barattolo di miele) proprio ad indicare l'enorme grado di essere fesso, si arriva anche a
sentir dire SANAPUNI (tipica bietola che accompagna la salsiccia), MINCHIUNI (minchione), PARPAGGHIUNI (non si traduce, forse è un insetto), CUGGHIUNI (coglione), poi c'è anche PURPITTUNI (una sorta di polpetta grande) nel caso in cui sei anche sovrappeso, MACCARRUNI (letteralmente il formato di pasta maccherone) ecc.
Precisazioni riguardo alla scorsa lezione:
Una mia cara amica (Letizia) mi ha fatto ricordare che per piricuddu si può
indicare anche il picciolo della mela o della pera, sempre ad indicare
qualcosa di piccolo che spunta da qualcos'altro.
Ringraziamenti:
Ringrazio un mio amico (Michele) di Scafati (SA) che ha ispirato questa rubrica,
visto che lui ne ha una sul suo di dialetto sul proprio blog:
http://pops1979.spaces.live.com/default.aspx
da dove si traggono delle perle del tipo "gallo 'ncopp a munnezza" (prepotente tra i deboli)
Saluti
Gianluca
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